Aprire un negozio Etsy… o chiuderlo.

Stai pensando di aprire un negozio Etsy? Sei una persona creativa con molte doti. I tuoi manufatti piacciono a molte persone e fino a qualche tempo fa le tue domeniche erano in giro a mercatini dell’artigianato dove la soddisfazione di vendere non mancava mai.

Ma negli ultimi tempi mercatini non se ne fanno e gli scatoloni sono pieni (in tutti i sensi 😀 ). Ma che fare con tutti quei bellissimi oggetti fatti a mano?

Di certo avrai sentito parlare di vendite on-line come la nuova frontiera di noi “mercatari” e avrai già letto decine di articoli e post sull’opportunità di aprire un negozio su un marketplace.

Perciò stai pensando di aprire un negozio Etsy…

Di marketplace ce ne sono moltissimi, alcuni richiedono la Partita Iva, altri no. Alcuni sono veri e propri centri commerciali, dove si vende di tutto, come Ebay e Amazon, altri selettivi, per artigianato e vintage, come Etsy, o solo artigianato come MissHobby, Olalla, shop-o-rama o Mooza. Ne spuntano di nuovi ogni settimana e alcuni hanno vita breve.

… intanto tu leggi, studi, fai calcoli… ma questo marasma di informazioni è veramente difficile da gestire. Del resto vieni dal mondo dei Mercatini, dove sai quali sono le piazze giuste per te e quanto puoi permetterti di spendere per quell’evento. Centro storico, 3x3metri, energia elettrica fornita: 40 euro. Facile, no?!

Ma sui marketplace è tutta un’altra storia, oltre alle commissioni sulle vendite (una costante che accomuna tutti i siti) che variano in percentuale da portale a portale, alcuni chiedono una commissione sulla pubblicazione dell’inserzione (listing) e a volte ci sono degli abbonamenti annui da sostenere. Naturalmente nel corso degli anni ho provato anche io a vendere in questi luoghi virtuali e per 10 anni ho tenuto aperto e attivo il mio negozio Etsy. Fino a qualche giorno fa quando, dopo lunga e meditata riflessione, l’ho chiuso.

Ebbene si, ho chiuso volontariamente il mio negozio Etsy.

Se stai pensando di aprire un negozio Etsy ti interesserà sapere perchè io ho chiuso il mio.

Faccio una piccola premessa: recentemente Etsy ha invitato i propri negozianti a inserire nel proprio shop l’identificativo fiscale. Sui gruppi di discussione si è tanto parlato della novità, si è speculato, si è fatta retorica, si è capito gran poco.

La questione mi tocca poco, ho la partita IVA e ad ogni vendita ho emesso regolarmente la ricevuta fiscale. Non avrei problema alcuno a comunicare il mio id fiscale a Etsy, né ad altri marketplace; a fare scattare la molla che mi ha portato a riflettere approfonditamente e che alla fine mi ha spinto alla chiusura sono stati i molti commenti che altre creative, come me, hanno espresso.

Passerò ora ad elencarti le criticità che ho avvertito sul marketplace Etsy, tali considerazioni si basano sulla mia esperienza, il mio prodotto e il mio target cliente. Perciò la disamina non vuol essere esaustiva ed adatta a qualsiasi realtà, ma solo alla mia, e, mi auguro, ti dia qualche spunto se hai intenzione di aprire un negozio Etsy.

Clienti prevalentemente stranieri

E’ necessario precisare che Etsy è il più grande marketplace di oggetti artigianali e vintage sul web. Internazionale. I fruitori di Etsy, coloro che acquistano sulla piattaforma, sono per lo più americani. Ci sono anche utenti italiani, europei, dei paesi dell’est… ma la maggioranza sono d’oltreoceano. Questa prima considerazione implica che, se si vuole essere concorrenziali e accedere a quella altissima percentuale di visitatori stranieri, tutti i listing (inserzioni) siano scritti anche in lingua originale. Mi chiederai: Ma perchè? In fondo c’è il traduttore automatico… e io ti rispondo: vero, c’è il traduttore automatico e proprio per questo qualche strafalcione ne esce di sicuro. Se sei bravo con l’inglese puoi fare da te le traduzioni e caricarti per ogni inserzione il testo in italiano e il testo in inglese, altrimenti il suggerimento è di usare un buon traduttore automatico (google) e caricare comunque l’inserzione anche in inglese.

Le spese di spedizione all’estero: Etsy fa una massiccia campagna persuasiva affinché i venditori inglobino nel costo dell’oggetto le spese di spedizione. Pare che il cliente sia maggiormente attratto dalle inserzioni in cui la spedizione è gratuita. Sai quanto costa spedire una busta negli STATES? Si parte dai 18 euro. (poste italiane) Ora ipotizziamo di voler vendere un mio prodotto, un quaderno del costo di circa 20 euro, come potrei assorbire le spese di spedizione? Ok, non posso inglobare le spese di spedizione, carico la mia inserzione con un prodotto in vendita a 20 euro e spedizioni pari 18? Mi faccio ridere da sola…

Spese di spedizione: questi costi occulti…

In Etsy si può decidere di spedire solo in determinati paesi perciò potrei spedire sono il Italia e in Europa, e inglobare la spedizione del costo del prodotto. Ok… ma quanto costa spedire in Italia o in Europa? Puntualizzo che sui marketplace è sempre opportuno scegliere spedizioni tracciate per evitare controversie, che 99 su 100 vince il cliente (se non avete tracciato la spedizione). Le spese per spedire una busta tracciata in Italia partono da 5 Euro. Dovrò aumentare il costo del mio quaderno per avere un margine di guadagno dalla vendita e portarlo a 25 euro.

SEO, marketing e promozioni

SEO, marketing e promozioni: vuoi emergere sui marketplace e non farti affossare dai negozi più grandi? Devi lavorare sulle SEO. Search Engine Optimization, sono le parole chiave che ottimizzano l’indicizzazione e il posizionamento della tua inserzione nel portale Etsy. Per farti capire quanto sia importate e impegnativo trovare le SEO giuste ti dico solo che c’è chi lo fa per lavoro. Ci si può improvvisare, certo, si può scopiazzare da quelli più bravi o spulciare fra le mille risorse che ci sono nel web, se hai tempo e capacità.

Altro aspetto necessario è il marketing. Attraverso i tuoi social, sui gruppi, su whatsapp, ovunque l’informazione digitale arrivi, devi condividere le tue inserzioni, commentare, sponsorizzare (pagando facebook, instagram o pinterest affinchè ti pubblichi il post). Più condividi più visite hai, più visite hai più il negozio sale le classifiche nelle ricerche.

Promozioni. Vuoi avere più opportunità di emergere? Promuovi il tuo shop all’interno del marketplace pagando la pubblicità.

Stringi, stringi… bisogna spendere soldi.

Fotografie e video impeccabili

Non sono una brava fotografa, non ho mai avuto l’occasione di fare un corso per apprendere quantomeno le basi. Questo mio limite è assolutamente visibile nelle foto che faccio delle mie creazioni. Luce sbagliata, riflessi, colori che non sembrano gli stessi… se vuoi aprire un negozio Etsy sappi che ti raccomanda di pubblicare foto buone, l’oggetto dell’immagine deve corrispondere esattamente a quanto stai vendendo. Lo stesso dicasi per i video. Etsy promuove le inserzioni che contengono video (facendoli salire nella classifica del motore di ricerca) ma se il video non è ben fatto o chiaro può rivelarsi un arma a doppio taglio. Fare fotoritocchi è sconsigliato perchè il cliente potrebbe avviare una controversia e vincerla facilmente, affossandoti con recensione negativa.

Per cercare di fare belle foto ho dovuto individuare un angolo della mia abitazione da destinare a questo scopo. Spostati oggetti, sistemate luci, fogli di carta bianca si procede al servizio fotografico. A volte per fotografare 3 oggetti, fra allestimento e disallestimento dello spazio ci può volere anche una ora. Decisamente troppo tempo.

Le recensioni degli utenti Etsy

Un altro aspetto decisamente importante sono le recensioni dei tuoi acquirenti. Recensioni a 5 stelle (il range va da 0 a 5) ti promuovono e ti fanno fare un salto in avanti nei motori di ricerca. Ma ottenere una recensione a 5 stelle è facile? No, non lo è perchè la soddisfazione del cliente non si basa solo sulla qualità dell’oggetto che gli hai inviato, potrebbe essere infastidito per i lunghi tempi di lavorazione o spedizione, potrebbe non aver gradito la confezione, potrebbero esserci un sacco di motivi per non aver soddisfatto il tuo cliente… Occhio che la maggior parte degli utenti utilizza gli stessi paramentri di valutazione che usa con altri store on line, perciò una recensione negativa alla amazzone, al cliente non costa nulla ma a te, ti affossa.

Aggiornamento negozio Etsy e delle inserzioni

Se vuoi aprire un negozio Etsy devi sapere che questo richiede un continuo impegno, se sarai costante Etsy ti premierà facendoti occasionalmente fare un salto in avanti sui motori di ricerca. 5 minuti di luci da palcoscenico in cambio di un continuo aggiornamento delle inserzioni. Se le tue inserzioni conterranno SEO e TAG per stagionalità e ricorrenze potresti notare maggior interesse da parte dei visitatori in quel particolare periodo dell’anno. Ma attenzione. Passata la festa il tuo oggetto non venduto non solo non riscuoterà più lo stesso interesse ma sarà addirittura fuori tema. Quindi dovrai correggere l’inserzione o lasciarlo lì a dormire fino alla prossima ricorrenza. (Ricordo che su Etsy ogni inserzione si paga 0,20 dollari per 4 mesi di pubblicazione, più IVA)

Cuoricini… a vanity metric.

Chi di noi non ha mai messo un cuoricino in un oggetto visto sugli store on-line? Lo facciamo tutti e non sempre perchè desideriamo comprare quell’oggetto. Magari ci piace soltanto, oppure ci piace il materiale in cui è fatto, e, perchè no, ammettiamolo, lo abbiamo cuorato perchè vogliamo provare a farlo uguale.

Ogni cuoricino sul nostro negozio ci riempie di felicità ma è molto difficile che diventi una vendita, perciò occhio a farti illusioni. I cuoricini (come pure su i like su altri social) sono solo dei misuratori di vanità.

Competitività e Margine di profitto

Questo in realtà è un argomento che tu “mercataro” conosci molto bene. Quante volte ci è capitato di fare un mercatino e il nostro vicino di banchetto vende oggetti a prezzi ridicolmente bassi? Questo capita anche su Etsy. La regola dice che il valore di mercato di un oggetto si determina dall’incontro fra domanda e offerta. Ma a volte qualcuno abbassa quel valore. Perchè? Come nei mercatini anche su Etsy ci sono persone che realizzano oggetti e li vendono come seconda attività o addirittura per passare il tempo. Ovviamente queste persone non ragionano in termini imprenditoriali e perciò spesso nel determinare il prezzo delle loro creazioni basta che si siano ripagati le spese. Quanto spesso lo avete sentito ai mercatini? Ebbene non è il ragionamento giusto se di questa attività vogliamo un farne un lavoro o anche solo trarre il giusto profitto. Ma, mentre al mercatino il cliente può toccare con mano e vedere la qualità del prodotto, chiacchierare con te e riconoscere la tua professionalità, ponderare le eventuali differenze di prezzo con il tuo vicino di banco, su Etsy il processo di acquisto è più veloce e tutto il valore aggiunto che tu come artista o artigiano può dare con le tue parole si perde.

Differenza fra prezzo di vendita su Etsy e fuori Etsy

Se vuoi aprire un negozio Etsy farai di tutto per far convogliare tutte le tue vendite on line su quel marketplace. Non sarai obbligato ma per i meccanismi che ti ho già detto sopra Etsy diverrà il tuo unico punto vendita on line; perchè Etsy richiede un sacco di tempo, ricerche sui SEO e sulle TAG, continuo aggiornamento delle inserzioni, foto fatte come si deve e in quantità, promozioni, marketing… Gestire un negozio Etsy richiede un impegno che va ben oltre la gestione di un normale social. E’ un negozio a tutti gli effetti. Ma non è gratis. Si pagano le inserzioni, (0,20 dollari ogni 4 mesi) a vendita effettuata si paga una tariffa pari al 5% sui costi di spedizione, una tariffa pari al 5% sulla transazione. Più IVA. Il tutto ti viene trattenuto nel tuo conto dei pagamenti e scalato dalle vendite. Senza se e senza ma. E’ capitato a me, ma non solo a me, che a fronte di una vendita di 32 euro mi vedesse accreditato meno di 15 euro (fra commissioni di vendita, e tariffe di inserzioni in scadenza).

Quindi non ti aspettare che il negozio Etsy ti possa rendere tanto quanto un mercatino a parità di vendite. Spesso chi ha un negozio Etsy ben avviato non esce per piazze ed eventi. Si concentra solo sul suo negozio on line.

Quindi vuoi ancora aprire un negozio Etsy (o su qualunque altro marketplace)?

La mia lunga disamina sull’opportunità o meno di aprire un negozio Etsy, o in un qualunque altro marketplace finisce qui. Ma per farla breve, il motivo per cui ho deciso di chiudere il mio shop è questo: personalmente, rispetto alle mie creazioni e al mio brand, Etsy richiede veramente tanto, troppo impegno per un risultato non all’altezza dell’impegno profuso.

Vogliamo semplificarlo ancora di più? Non lavoro gratis, e non dovresti farlo neanche tu.

Grazie per la lettura, Chiara.

Dubbi, domande? Contattami e sarò lieta di aiutarti!

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